"Aiello è cugino boss 'ndrangheta", M5S replica all'articolo de "Il Fatto Quotidiano": "Inaccettabile, nessun rapporto tra i due"

aiellofrancesco0412Francesco Aiello, il docente universitario candidato alla presidenza della Regione Calabria con la coalizione civica del Movimento 5 stelle, "e' cugino di primo grado del boss Luigi Aiello, ucciso a Soveria Mannelli il 21 dicembre del 2014 nella faida del Reventino tra gli Scali e i Mezzatesta". Lo scrive "Il Fatto quotidiano". "Per la Dda di Catanzaro - si afferma ancora nell'articolo de "Il Fatto quotidiano" - Luigi Aiello era uno 'ndranghetista che faceva parte del 'gruppo storico della montagna'. Detto 'lo sceriffo', secondo i pm, il cugino del candidato era affiliato alla cosca Mezzatesta ed era in grado di ordinare omicidi e fare estorsioni". "Imprenditore nel movimento terra - scrive ancora il giornale - Luigi Aiello avrebbe effettuato diversi lavori con la sua impresa nella famosa abitazione di Carlopoli finita sulla stampa per l'abuso edilizio che sarebbe stato commesso dal padre del docente universitario".

Righe che hanno fatto rumore e che hanno suscitato la reazione del M5S, che ha replicato in prima persona con lo stesso Aiello e poi con il coordinatore regionale Paolo Parentela.

"Non c'entro nulla con mio cugino Luigi Aiello, peraltro morto 5 anni fa. Con lui non avevo alcun rapporto e ho fatto tutta la mia vita all'università, prima da studente, poi da professore".

E ancora: "Peppino Impastato – rammenta Aiello – era figlio di un mafioso e nipote di un mafioso, ma non era mafioso. Ieri sera – racconta Aiello – al Fatto Quotidiano avevo già precisato che con mio cugino non avevo alcuna frequentazione. Io sono Francesco Aiello, punto. Nella mia vita – prosegue Aiello – ho sempre frequentato colleghi, studenti, dottorandi, magistrati, giornalisti, impegnandomi per la legalità e per la formazione delle nuove generazioni. Nessuno mi ha mai visto con la coppola, con santini bruciati e altri segni del genere. Fare questi accostamenti è un fatto grave, soprattutto sotto elezioni. Ed è lecito chiedersi a vantaggio di chi o di che cosa. Così – conclude Aiello – si ferisce la democrazia, la libertà e la dignità individuale. Tuttavia, ho spalle robuste e anche stavolta non mollo: vado avanti, sicuro di essere sulla strada giusta per contribuire a liberare la Calabria dal malaffare".

"Dal 2013 ad oggi il Movimento 5 Stelle ha presentato alle Procure calabresi circa un migliaio di denunce, su gravi violazioni nella sanità, nel ciclo dei rifiuti e nell'amministrazione regionale, di enti pubblici e di diversi Comuni, anche sciolti per infiltrazioni grazie alle nostre battaglie. Ora si tenta di offuscare questa attività, condotta senza avere nostri consiglieri regionali in Calabria, con l'accostamento gratuito tra il candidato governatore Francesco Aiello e suo cugino Luigi, morto da 5 anni e con precedenti di mafia" ha detto il deputato Paolo Parentela, coordinatore del Movimento 5 Stelle per la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle.

"Francesco Aiello – prosegue il parlamentare M5S – non c'entra nulla con suo cugino, non l'ha frequentato, non l'ha aiutato, non l'ha protetto e non l'ha seguito. Ricordo che secondo la Costituzione la responsabilità penale è personale, e questo dovrebbero tenerlo a mente tutti, a partire dai rappresentanti istituzionali. Ciò precisato – continua il deputato – bisogna distinguere i fatti dalle congetture. Aiello, al quale confermiamo la nostra vicinanza e fiducia, ha un torto solo: è nemico di tutte le "piovre" e ha le competenze e la tenacia giuste per cambiare in concreto la Calabria. È inaccettabile che il Movimento 5 Stelle resti vittima di suggestioni mediatiche e che invece debba rimanere nell'ombra la coraggiosa opera di lotta che negli anni abbiamo portato avanti. Spesso – rimarca Parentela – la parte della stampa tende a mettere tutta la politica sullo stesso piano, come se noi fossimo uguali al centrodestra e al centrosinistra, che invece hanno avuto condannati o imputati per 'ndrangheta e che, al contrario di noi, non hanno mai fatto una sola denuncia al procuratore Gratteri e agli altri magistrati. Bisogna ripristinare la verità sulla politica calabrese e dire – conclude Parentela – chi ha fatto o non ha fatto che cosa. Ieri Aiello ha denunciato un grave abuso della Regione compiuto il giorno dello scorso San Silvestro. Nessuno degli altri candidati alla presidenza regionale ha avuto il coraggio di seguirlo. In Calabria c'è un'emergenza di legalità. Noi l'affrontiamo con i fatti, gli altri ne parlano e basta. L'informazione nazionale ha il dovere di rendere chiare le diverse posizioni a riguardo".